Com’è vivere dubbi, paure ed incertezze tipiche della gravidanza, in un periodo così delicato?
Quale altro argomento affrontare come primo articolo se non la maternità ai tempi del covid-19?!
In questi mesi ho potuto incontrare diverse coppie, molte in regime domiciliare, e non perché le coppie fossero positive, ma per loro cautela oltre che comodità.
Sappiamo tutti che la gravidanza, così come il parto e il dopo parto, son. eventi molto soggettivi, che esulano da percorsi standardizzati, se non la parte clinica degli esami.
La soggettività in questo periodo si intrinseca di altri fattori subentranti legati alla pandemia in corso, il covid-19.
Ebbene si, un fattore con un suo carico ben importante che è andato ad incidere sulle tante preoccupazioni delle coppie, alcune cariche da stereotipi culturali.
La domanda di apertura di questo articolo è quella su cui ci si sofferma ben poco se non la si vive in prima persona. Può sembrare scontato pensare che una donna in dolce attesa continua a vivere questi momenti come ha sempre fatto, con i propri ormoni che fanno da capolinea in alcuni momenti salienti della vita quotidiana.
Ciò che non si pensa è in questo momento in cui il tema coronavirus assorbe gran parte delle conversazioni e degli input mediatici, non importa a quale gravidanza si è, la donna è sottoposta non solo alle precedenti preoccupazioni, dei grandi cambiamenti che avvengono in questo periodo, fisici e non, ma anche all’incombenza e paura di contrarre un virus che porta ad altre preoccupazioni oltre che precauzioni e quelle di avere a che fare con un sistema sanitario locale che ha rivoluzionato il modus operandi che per tempo ci ha accompagnato.
Beh questa si che è una vera odissea!
L’Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della sanità, offrono informazioni molto precise riguardo la prevenzione, in primis, sulla trasmissibilità del virus e le buone prassi da tenere nel caso ci si ammali durante la gravidanza e nel puerperio, anche sulle buone pratiche, da tempo emanate dagli stessi enti, che non esulano dall’avere vigore nonostante la pandemia.
Allora vediamo insieme come affrontare al meglio questo percorso di vita.
La gravidanza è una condizione naturale che non richiede misure di massima accortezza se non le stesse regole di prevenzione che riguardano tutti.
Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone ogniqualvolta si entra in nuovo luogo, prima di entrare in contatto con qualcuno o di rientro a casa, per almeno 40-60 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol con almeno il 60% di alcol. Il virus entra nel corpo attraverso gli occhi, il naso e la bocca, quindi evita di toccarli con le mani non lavate.
Proteggersi con l’uso di mascherina (preferibilmente chirurgiche o se si desidera una in cotone in cui è possibile inserire un filtro) che verrà quotidianamente smaltita o lavata, mantenere le distanza di almeno 1 metro. Qualora si dovesse starnutire farlo in un fazzoletto o all’interno del gomito.
Cosa dicono gli istituti scientifici, per donne in covid positive
- Le donne devono ricevono un’assistenza personalizzata, a prescindere dal loro stato infettivo, e questo comporta sia la modalità del parto, che non richiede un taglio cesareo elettivo, a meno che non ci siano condizioni di urgenza, sia per quanto riguarda l’assistenza in travaglio e parto.
- Tutte le cure durante l’assistenza devono essere discusse con la donna.
- Deve essere data la possibilità di scelta della posizione da assumere sia in travaglio che durante il parto.
- A tutte le donne deve essere garantita la presenza di una persona di fiducia durante tutto il travaglio e parto e durante la degenza a sostegno di una migliore esperienza della nascita.
- Il clampaggio tardivo del cordone (1-3 minuti) è indicato per i noti benefici di salute per il neonato.
- Favorire il contatto pelle a pelle già subito dopo la nascita, per favorire un immediato inizii dell’allattamento al seno, da proseguire in camera, con il roaming in. La gestione di madre e bambino deve consentire alla madre di allattare con la frequenza e per tutto il tempo che desidera.
- La separazione della mamma dal bambino va valutata caso-per-caso, in base alle condizioni cliniche di entrambi, al desiderio della donna e in considerazione degli effetti che tale separazione avrebbe sul loro benessere e sull’allattamento.
- Nel latte materno di donne positive sono stati riscontrati anticorpi anti-covid. l’allattamento al seno deve essere preferito, come raccomandato dall’ISS, a prescindere per i numerosi vantaggi e proprietà che possiede.
- Qualora la mamma e il bimbo venissero separati, deve essere garantita la possibilità alla madre di fornire il proprio latte spremuto, tirato o donato per nutrire il proprio bambino.
- Garantire il sostegno e supporto per l’allattamento al seno durante la degenza e una volta di rientro a casa da personale sanitario adeguatamente formato.[1]
I consigli dell’ostetrica
Dall’inizio della pandemia tutte le strutture sanitarie hanno ridotto le prestazioni erogate, per alcune attenendosi alle linee guida rendendo le coppie vulnerabili su alcuni servizi dati per tempo scontati dalla società, altre ridotte per mancanza di personale o per ridurre al minimo gli accessi in ospedale.
Affidarsi ad una figura per possa seguirvi e supportarvi in questo percorso, è fondamentale, ma che sia esaustiva sulle possibilità di cura è un vostro diritto.
- Ricrearsi e donarsi del tempo per sé per ritrovarsi e dedicarsi al movimento in gravidanza; come ad esempio: passeggiate nella natura o in riva al mare, lontano da luoghi affollati oppure percorsi di yoga o pilates anche individuali, elementi che aiutano nel ritrovarsi e conciliare il benessere.
- Cercare di limitare i contatti e attenersi alle misure di prevenzione.
- Lavorare in regime domiciliare, se possibile. Se necessario recarsi sul luogo di lavoro, prestare attenzione alle misure preventive sopra citate, e laddove non è possibile mantenere la distanza di sicurezza, proteggersi personalmente con l’utilizzo della mascherina. Il rischio infettivo rientra nei rischi lavorativi in gravidanza secondo il decreto legislativo 81/2008: fai rispettare i tuoi diritti e parlane apertamente con il tuo datore di lavoro.
- Informarsi sulla possibilità di eseguire i controlli in gravidanza, anche in regime domiciliare. Un’ostetrica libero professionista di riferimento può esaudire tutti i vostri bisogni, prima, durante e dopo il parto, seguendo la vostra gravidanza e assistendovi in ogni fase.
- Scegliere il luogo del parto a seconda dei proprio bisogni. Partorire in casa è possibile e sicuro qualora la gravidanza sia fisiologica (richiede un percorso in gravidanza).
- Partecipare a dei corsi di accompagnamento alla nascita che danno la possibilità della presenza del partner, in presenza o online. La loro presenza è fondamentale non solo dopo, ma anche durante il percorso e durante il travaglio. I bimbi ne hanno bisogno, così come le mamme e i papà! Ma non solo, corsi che permettono alle mamme di informarsi su tutti i loro diritti e doveri riguardo l’assistenza.
- Cercare di limitare gli accessi in ospedale e recarsi solo in travaglio attivo (prerequisito in molte strutture sanitarie leccesi), restando più tempo possibile a casa, con un supporto professionale, come ostetriche libero professioniste, a chiamata, per una diagnosi di travaglio, oppure con percorso concordato precedentemente insieme alla coppia con reperibilità e travaglio a domicilio. Condizione ottimale non solo in questo periodo.
- I diritti della partoriente non dovrebbero essere compromessi in questo periodo. Le Asl pugliesi sono state richiamate all’ordine, grazie anche all’aiuto di associazioni di mamme.
- Limitare o evitare le visite dei parenti prima, ma soprattutto dopo il parto. Munirsi di mascherina e lavarsi le mani una volta entrati a casa della coppia è buona educazione a prescindere dalla pandemia in corso.
- Chiamare prima di far visita alla neo famiglia, poiché in questo momento è fondamentale ritrovare un loro equilibrio e riposarsi, evitare i consigli non richiesti, ma essere di supporto alla coppia con faccende domestiche o piatti pronti per i giorni in cui le energie vacillino.
i. https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/pdf/rapporto-covid-19-45-2020.pdf
ii. https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-gravidanza-parto-allattamento-7-5-20
iii. http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_340_allegato.pdf
Donatella Musarò
Ostetrica
Laureata nel 2014, continua gli studi presso la Scuola Elementale di Arte Ostetrica. Una scuola, ma soprattutto l’essenza per la professione di ostetrica. Specializzata nell’assistenza fisiologica in gravidanza, parto e puerperio e nella salute pelvica nei cicli femminili.
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