A quante mamme è capitato o sta capitando di avere difficoltà nell’addormentamento dei propri figli e quindi nel riposo di tutto il nucleo familiare? La risposta è molto semplice: a TUTTE!
Ebbene sì, in ogni famiglia che si rispetti, nel momento in cui il primo vagito del pargolo varcherà la soglia di casa, dormire dieci ore filate diventerà una chimera (o quasi). Ma non sempre è così, con la giusta dose di pazienza e instaurando fin da subito delle sane abitudini, dormire sarà per tutti un toccasana e un momento di vero ristoro.
In realtà il sonno “disturbato” e “irregolare” dei neonati e dei bambini è una condizione fisiologica e assolutamente normale: cerchiamo di capire insieme i motivi.
Innanzitutto è importante tenere presente che TUTTI i bambini possono avere un sonno irregolare e questo può accadere per un periodo più o meno lungo (dalla nascita fino ai 5/6 anni di età circa). Ciò succede in maniera piuttosto frequente per molteplici fattori sia di carattere fisiologico (genetica, ordine di genitura) sia di tipo psicologico.
Per affrontare in modo sano e tranquillo questo prezioso momento della vita familiare è fondamentale sapere come funziona il sonno dei bambini.
Se conosco il ritmo, il ciclo e le caratteristiche del sonno di mio figlio posso scegliere più facilmente come organizzare il tempo e come adeguare le mie esigenze a quelle del bambino e capire quali attività e comportamenti possono adattarsi maggiormente allo stile familiare:
per scegliere devo conoscere, per conoscere devo osservare con attenzione il mio bambino, i suoi comportamenti e i suoi modi di comunicare (per esempio i segnali che indicano stanchezza e sonnolenza).
Come “funziona” dunque il sonno dei bambini?
Di seguito sono descritte in breve le fasi del sonno dei neonati (0-2 mesi), dei lattanti (2 – 12 mesi) e dei bambini piccoli (1-3 anni).
Neonati (0-2 mesi). Il bisogno di ore di sonno va dalle 10 alle 19 ore giornaliere.
Le principali caratteristiche del sonno sono: il tipico ritmo irregolare nelle prime sei/otto settimane; la notevole interazione con l’alimentazione; ciclo sonno- veglia polifasico; sonno attivo caratterizzato da sorrisi, succhiatine, smorfie, movimenti del corpo). I passi fondamentali nello sviluppo del sonno dovrebbero essere i seguenti: posizione supina per evitare SIDS (Sindrome della morte in culla); creare un rituale della nanna; predisporre un ambiente adatto all’addormentamento; identificare i segni di sonnolenza.
Lattanti (2-12 mesi). Il bisogno di ore di sonno va dalle 14 alle 15 ore (sonnellini della durata di 2,5-5 ore). Le principali caratteristiche del sonno sono: l’aumento del sonno notturno; il delinearsi di un ritmo di sonno personale; il passaggio da 3-4 sonnellini a 1-2 sonnellini alla fine del primo anno. I passi fondamentali nello sviluppo del sonno dovrebbero essere i seguenti: creare e mantenere un regolare rituale della nanna; risvegli notturni; autoconsolazione.
Bambini piccoli (1-3 anni). Il bisogno di ore di sonno va dalle 12 alle 14 ore (sonnellini della durata di 1,5 – 3,5 ore). Le principali caratteristiche del sonno sono: la cessazione dei sonnellini di metà mattina intorno ai 18 mesi; il prolungamento del sonno notturno stabilizzandosi con un ritmo regolare. I passi fondamentali nello sviluppo del sonno dovrebbero essere i seguenti: il mantenimento del rituale della nanna con determinazione; fissare dei limiti e farli rispettare; incoraggiare il bambino ad addormentarsi da solo; adattamento e trasferimento dalla culla al lettino.
Possiamo dire che da piccoli si ha più bisogno di dormire (considerando sempre che ogni bambino è differente dall’altro) e che poi, crescendo, tale esigenza si riduce gradualmente. I bambini dormono di più principalmente perché il sonno influisce sulla loro crescita, in particolare favorendo lo sviluppo cerebrale (soprattutto il sonno nella fase REM, cioè quello più leggero) e consolidando la memoria e tutto ciò che il piccolo apprende durante il giorno. Possiamo quindi comprendere quanto sia importante lasciar dormire il bambino per tutto il tempo che gli è necessario, affinchè impari a gestire autonomamente i propri ritmi. In alcune circostanze, il piccolo può essere svegliato (o meglio deve, ad esempio se passano molte ore tra una poppata e l’altra) e in ogni caso è importante che ciò avvenga possibilmente nelle fasi di sonno leggero, per evitare di irritarlo e innervosirlo.
Ma perchè se il sonno è così importante capita che i bambini non dormano?
I bambini non riposano facilmente perchè hanno paura. I bambini hanno semplicemente paura di lasciarsi andare nelle braccia di Morfeo e di non trovare più chi li accudisce al loro risveglio oppure rimangono spaesati se si addormentano in braccio o sul divano e poi si risvegliano nel loro lettino.
Hanno quindi bisogno di essere tranquillizzati, rassicurati, supportati e accompagnati nell’eventuale riaddormentamento. Ma più di tutto hanno bisogno di routine, di attività ripetute e sempre uguali che gli forniscano sicurezza e che gli permettano di comprendere che al loro risveglio sarà tutto come lo hanno lasciato.
La percezione o il timore di un pericolo bloccano il sonno, perché tutelare la sopravvivenza è il primo obiettivo della natura e in questo caso essere svegli e vigili fa la differenza.
In effetti è intuibile il ragionamento alla base: l’addormentamento per un bambino rappresenta quel momento in cui, chiudendo gli occhi, non percepisce più la presenza della mamma o di chi si prende cura di lui e per di più non ha idea della durata della “separazione forzata” da questi.
Come si può dormire se si è in ansia per qualcosa? Un bimbo riesce ad addormentarsi solo se si sente protetto ed in un luogo sicuro, ed il luogo più sicuro per un bambino è vicino alla propria madre. Soprattutto per i bambini molto piccoli, tra uno e tre anni, essere separati dalla mamma genera una intensa sensazione di ansia, denominata ansia da separazione.
Cosa si può fare allora da un punto di vista pratico per rendere il momento della nanna più facile non solo per i piccoli ma anche per i genitori?
- Accettiamo che nei primi mesi di vita possano svegliarci. Non si tratta di un capriccio né di un vostro errore di gestione: il sonno del bambino richiede tempo per autoregolarsi!
- Creiamo un rituale serale che lo accompagni alla nanna. Leggere una favola, cantare una ninna nanna, una routine o un insieme di attività che si ripetono quotidianamente prima di andare a dormire e che hanno la funzione di prepararlo a ciò che accadrà a breve.
- Non aspettiamo che sia esausto per metterlo a letto. Un bambino molto stanco è più irritabile e nervoso e quindi più difficile da far addormentare. È quindi preferibile evitare giochi troppo turbolenti o eccitanti nelle due ore che precedono il sonno.
- Mettiamolo a nanna dove dovrà passare la notte. Spesso i bambini vengono fatti addormentare sul divano o nel lettone e poi spostati nel loro lettino, e questo può confonderli: svegliandosi di notte in un luogo diverso da quello in cui si sono addormentati, potrebbero sentirsi spaventati e spaesati, e tutto ciò renderà più difficile il riaddormentamento.
- Osserviamolo nella quotidianità e trascorriamo del tempo con lui. Più il bimbo passerà del tempo con mamma e papà durante il giorno, più sarà appagato sotto questo punto di vista e meno soffrirà il “distacco” dovuto all’addormentamento.
Non dimentichiamo però la regola più importante: non esiste un solo metodo per far addormentare i vostri bambini, vi è un metodo però che sicuramente si adatterà meglio al vostro caso specifico e che renderà sereni voi e i vostri figli.
Infine ricordate sempre che non esiste un modo giusto o sbagliato per essere genitori. Esiste il proprio modo e la possibilità di imparare dai propri sbagli, considerandoli risorse da cui ripartire e reinventarci.
Annalisa Carrera
Psicologa Psicoterapeuta
Psicologa, Psicoterapeuta Sistemico Relazionale / Psicoterapia individuale, di coppia e familiare / Creatrice e fondatrice del progetto HelpingMama / Esperta nel trattamento di problematiche relazionali e familiari / Specializzata nel trattamento di Disturbi del Comportamento Alimentare e Obesità in età pediatrica e adulta / Sostegno genitoriale e Parent Coaching.
Riceve su appuntamento in:
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