testo della Dott.ssa Laura Morrone, odontoiatra / illustrazioni di Freepik
La caduta dei dentini da latte (decidui) è un momento cruciale e tanto atteso dai bambini sia che arrivi la fatina o il topolino, ma per i genitori può essere un vero e proprio grattacapo quando le cose non vanno come dovrebbero.
La permuta dai denti da latte a quelli permanenti dovrebbe avvenire secondo tempi fisiologici e sequenze ben precise: il dente permanente che cerca di uscire riassorbe le radici del dente deciduo, così questo inizia a “dondolare” e infine cade. Dunque non bisogna spaventarsi se il dentino caduto sembra incompleto, come ho spiegato è solo consumato e normalmente non rimane nessun pezzo in bocca. Tutto ciò avviene con una minima perdita di sangue perché la gengiva si adatta gradualmente alla sequenza appena descritta.
Ci si accorge che qualcosa non va secondo la regola appena descritta quando:
– il dente permanente non si trova esattamente al di sotto del deciduo, quindi il dente nuovo spunta nelle vicinanze del dente da latte e quest’ultimo non si muove perché le sue radici non sono state riassorbite del tutto;
– c’è assenza di spazio perché i denti sono troppo affollati;
– il dente da latte è caduto troppo presto (per un trauma o una carie) e lo spazio che ha lasciato si è chiuso prima dell’arrivo del permanente;
– la sequenza in cui nascono i denti permanenti non viene rispettata, quindi si può sospettare che alcuni denti sono rimasti “incastrati” (inclusione) o non esistono affatto (agenesia).
In ognuno di questi casi contattate il vostro dentista per capire meglio l’origine dell’anomalia e la soluzione più adatta a prevenire problemi futuri.
Per conto vostro potete monitorare la sequenza di eruzione dei denti seguendo lo schema allegato.
I tempi sono indicativi, ovviamente ogni bambino ha i propri: spesso vale la regola secondo cui, se i denti da latte sono spuntati tardi, anche la loro caduta avverrà più tardi. Tuttavia, essendo i tempi molto variabili, è più importante tenere conto della sequenza di eruzione: occorre consultare il dentista quando c’è un salto nell’ordine e il dente che non è spuntato tarda ad arrivare.
Lo schema riporta solo la permuta dei decidui, ma a questa bisogna aggiungere l’eruzione dei denti permanenti che sono in più rispetto ai denti decidui, nascono dietro a tutti e non si sostituiscono a nessuno di questi: i primi molari permanenti spuntano intorno ai 6-7 anni e i secondi molari permanenti circa a 11-13 anni.
Infine, vorrei raccomandare di non trascurare il lavaggio dei denti in questo periodo in cui le gengive subiscono delle modifiche e sono più delicate: il bambino avverte dei fastidi per cui tende a spazzolare male i denti, ma è compito dei genitori motivarlo e prendersi cura della sua salute.
Laura Morrone
Odontoiatra
Laureata in Odontoiatria e Protesi Dentaria con Lode a Siena nel 2015, continua i suoi studi approfondendo la sua passione per l’ortodonzia e per i bambini. Direttrice sanitaria del Centro Odontoiatrico Morrone. Sensibile al tema della prevenzione, organizza incontri educativi presso librerie, scuole dell’infanzia e scuole primarie.
Riceve su appuntamento in:
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