16/11/2019 | Il contributo dello scoutismo all’educazione non-formale

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16/11/2019 | Il contributo dello scoutismo all’educazione non-formale

Tra giovani e adulti nuove prospettive per la società, lo sviluppo di comunità e la cittadinanza

testo a cura del Prof. Piergiuseppe Ellerani, Professore Didattica generale Università del Salento


Introduzione

a cura di LecceBimbi

Il 2019 è un anno molto importante per l’associazionismo scout di tutto il mondo. Ricade infatti il centenario dal primo campo scuola per capi, e 70 anni dalla fondazione della Scuola di Formazione per capi del CNGEI, l’Associazione di Scoutismo laico fondata nel 1913.

Il 16 novembre 2019, in occasione di queste ricorrenze, avrà luogo - nell'Open Space di piazza Sant'Oronzo a Lecce - un seminario dal titolo “Il contributo dello scoutismo all’educazione non-formale”, un evento fortemente voluto dalla sezione del CNGEI di Lecce, in collaborazione con il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento, con il coordinamento del Prof. Piergiuseppe Ellerani, il quale ha voluto renderci omaggio di un prezioso testo introduttivo all’evento, che sarà un’occasione per riflettere su quanto lo scoutismo possa rivelarsi una risorsa inestimabile per la formazione non-formale e informale dei giovani e degli adulti.

Buona lettura

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Nella grande trasformazione che il mondo sta vivendo, alcune questioni appaiono emergenti: da una parte vi è un dichiarato intento di investimento nell’educazione, dall’altro un bisogno di estendere e rinnovare i luoghi dell’apprendimento. Le mutazioni delle grandi narrazioni del lavoro portano con se le mai finite relazioni educazione e società. La vulnerabilità dell’adulto è oramai una questione emergente, visibile, concreta che richiede una ri-mappatura della stessa educazione e dei suoi significati. Quella degli adulti in particolare. Quella dell’educabilità anche per gli adulti.

Alcuni dati aiutano ad interpretare la situazione: la capacità di comprensione dei testi, di utilizzo dei numeri per affrontare problemi e piani a lungo termine, è una delle più basse tra gli adulti italiani in Europa. Il tasso dei cosiddetti NEET – chi non sta studiando, lavorando o impegnato in attività formative – è tra i più alti in Europa, più donne che uomini. La dispersione delle istituzioni formali dell’educazione – scuole e università – è preoccupante: 1 su 4. La cura e la salvaguardia dell’ambiente – oggi facilmente individuabile nel problema climate change – sono questioni vitali.

Dunque le emergenze conseguenti sono facilmente individuabili: a livello individuale, un aumento del tasso di analfabetismo di ritorno, un aumento dei divari culturali e delle emarginazioni, delle “incapacità” a progredire nelle conoscenze personali, della creatività. A livello sociale, una maggiore frammentazione della coesione sociale e un aumento delle conflittualità. Un rischio evidente di perdita della capacità di cittadinanza – e di uso critico e complesso delle facoltà ad essa attribuite – che diviene formale e non sostanziale. Estremizzando: anche una perdita potenziale di democrazia.

È noto che l’apprendimento avvenga lungo tutto l’arco della vita – lifelong learning – in tutti i luoghi – non solo a scuola, ma che in famiglia, nel lavoro, nel consumo culturale, nelle associazioni (lifewide learning) – e che abbia radici profonde nei valori e nelle credenze che si formano nelle comunità – e che guidano le scelte future (lifedeep learning). Alcune ricerche pongono in luce come siano però gli ambienti cosiddetti informali e non-formali ad incidere maggiormente sull’educazione e sull’apprendimento. Quindi associazioni, luoghi esterni alla scuola e università, famiglia.

L’educazione non-formale e informale rappresenta dunque una risorsa inestimabile per ricomporre un quadro di emergenza che appare quantomeno problematico. In modo particolare lo scoutismo rappresenta – e può rappresentare – un sistema e un esempio di formazione di giovani e adulti sia nelle pratiche, ma soprattutto nelle finalità e nello spessore di educazione civica e democratica che esprime. È una forma di espressione dell’educabilità anche in età adulta: pensiamo ai temi dell’ambiente, dello sviluppo di comunità, della cooperazione tra generazioni, delle azioni per la coesione sociale, del riconoscimento e sviluppo delle culture territoriali. Il bene comune trova con la ormai nota affermazione di Baden Powell, un’icona dell’agire responsabile: individuale, sociale, planetario. Diviene forma di co-educazione, di coscientizzazione, di convivialità nel e con il pianeta, che affonda le radici in quelle interpretazioni dell’educazione di Dewey, Freire, Illich, Mezirow, che illuminano l’agire competente e pone al centro l’umano e la sua educazione(co). Davanti alle difficoltà che i sistemi formali dell’educazione e della formazione evidenziano, lo scoutismo è risorsa per ri-mappare l’educazione secondo le cifre dell’autoritas educativa, dell’intergenerazionalità e interculturalità. Dove i laboratori divengono luoghi come le botteghe di ri-costruzione del sapere artigiano – oramai digitale – per inventare quelle nuove forme di coesione e interdipendenza tanto richieste dall’innovazione esponenziale.

 

Prof. Piergiuseppe Ellerani


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