La favola di Sant’Oronzo, il patrono di Lecce

La favola di Sant'Oronzo, patrono di Lecce
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La favola di Sant'Oronzo

Una storia scritta per i piccoli abitanti della città di Lecce

testo di fantasia liberamente ispirato a una storia vera / scritto da Annachiara Figlia / illustrato da Alessandro Lista


La favola di Sant'Oronzo, patrono di Lecce

illustrazione di Alessandro Lista

C'era una volta, tanto tempo fa, un bimbo di nome Oronzo. Viveva nella città di Lecce insieme ai suoi genitori. Il suo papà, un uomo saggio e simpatico, custodiva gelosamente e con cura il tesoro dell’Imperatore. “Un lavoro importante” pensava il piccolo Oronzo, così ricco di fascino da voler continuare lui stesso il lavoro del papà una volta divenuto grande. Quel bimbo crebbe tra giochi, saggezza, cari amici e cose belle. Ed era buono, così buono da aiutare chiunque si trovasse in difficoltà. “Come quella volta”, ricordava di tanto in tanto con il cuore ricolmo d’affetto, “quando aiutai un signore che stava per affondare insieme alla sua barca”. Accompagnato dal suo amato nipote Fortunato, lo raccolse tra le bianche onde del mare di maestrale, mettendolo in salvo sulla battigia umida e appiccicosa. Lo dissetò dandogli da bere, lo sfamò con un buon boccone da mangiare, e lo ascoltò. Tanto. Il ragazzo messo in salvo si chiamava Giusto. “Che nome buffo! Eppure era così gentile da volerlo seguire ovunque, anche in capo al mondo!” Oronzo e Giusto divennero grandi amici, e nonostante Giusto abitasse lontano, a Roma, l’amicizia era così forte che i tre si raggiungevano e viaggiavano insieme appena possibile.

La favola di Sant'Oronzo, patrono di Lecce

illustrazione di Alessandro Lista

Trascorrevano le giornate passeggiando tra le viuzze dei paesi che visitavano, parlando con tante persone curiose appena incontrate, spiegando loro il potere dell’amore fraterno e della felicità. Purtroppo non tutti li apprezzavano, e alcuni non seguirono i loro insegnamenti. Uno fra tutti l’Imperatore Nerone, che si infuriò talmente tanto per le chiacchiere dei due da volerne il loro martirio. Questa è la storia di un bambino divenuto santo, un piccolo grande uomo che ha cambiato un pezzo di mondo, e del suo amico Giusto, rimastogli accanto fino alla fine. Durante il mese di agosto, da allora, il popolo leccese ricorda proprio lui, Sant’Oronzo, il bambino e l’uomo, la sua bontà, i suoi insegnamenti, il suo sacrificio. Giochi, fuochi d’artificio, musica, allegria, balli, celebrazioni. Un inestimabile tesoro che brilla scintillante durante una delle feste più belle del Salento.


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