Affrontare il discorso sulla nascita è una tappa fondamentale nella crescita dei bambini. Spesso, però, i genitori cercano di evitare l’argomento in quanto si trovano a dover parlare di qualcosa che provoca un certo imbarazzo. Ciò nonostante, è bene trattare questo tema fin da subito considerando l’importanza che un’educazione sul piano affettivo, relazionale e sessuale riveste nello sviluppo dei bambini. È molto importante, infatti, trasmettere non solo nozioni e tecnicismi vari sull’argomento ma soprattutto quei concetti fondamentali ritenuti essenziali per costruire dei valori basati sul rispetto e sull’amore.
Ecco quindi che ci si chiede: “A quale età iniziare a trattare l’argomento della nascita”? Non esiste un’età ben precisa. Molto spesso, il momento di parlarne si presenta all’improvviso, in maniera spontanea attraverso la curiosità dei bambini. È il momento in cui il bambino inizia a crescere, a capire e ad osservare il suo corpo. Ad un tratto il piccolo inizia a fare domande ben precise ed è proprio in questo momento che l’adulto, improvvisamente spiazzato, deve mettere da parte l’imbarazzo e trovare le parole giuste, evitando di ridere o cacciar fuori frasi del tipo “sei troppo piccolo per capire”. È bene iniziare a parlarne con semplicità, chiarezza e onestà cercando di instaurare un rapporto basato sulla fiducia e sul dialogo.
Quali metodi utilizzare?
Quando i bambini ci pongono delle domande, spesso hanno già qualche idea della risposta. Molti genitori sono convinti di poter affrontare l’argomento della nascita utilizzando storielle fantastiche come quella della cicogna o della fatina ma ciò può causare fraintendimenti in quanto si rischia di condurre il bambino in un mondo che non appartiene alla sfera reale ma è intriso di confusione e disorientamento. Non bisogna mai trascurare il fatto che il bambino viene da continue informazioni che possono giungere da diversi canali: tv, internet, amici. Allora, onde evitare racconti imbarazzanti o poco credibili, è bene spiegare utilizzando storie e metafore che si avvicinino quanto più possibile alla realtà, ovvero quella che più spesso può sentire dai suoi amichetti a scuola. Una metafora molto utile è quella del “semino”. Il semino piantato nella terra fa germogliare un fiore e, allo stesso modo, il semino di papà piantato nella casetta della mamma fa nascere un bambino che rimarrà lì protetto per 9 mesi.
Un’idea molto carina è quella di utilizzare dei libri illustrati per spiegare come nascono i bambini cercando le immagini che più si adattano al bambino, pescandole dal suo mondo. Si possono creare fantastici disegni o racconti, dar vita ad un pupazzo o ad un personaggio inventato, creare un modellino del proprio corpo con diversi materiali, il tutto utilizzando la fantasia.
Anche la natura ci può venire in aiuto: pensiamo a quando il nostro animale domestico (cane o gatto) partorisce i piccoli e da lì trasferiamo il racconto al mondo degli adulti. In questo modo si possono affrontare delicati argomenti con leggerezza e spontaneità divenendo, allo stesso tempo, punto di riferimento per i propri figli.
Essere un punto di riferimento per il proprio figlio diviene, in questo caso, un punto di partenza, nonché grande beneficio per il futuro. Quando il bambino sarà un adolescente e inizierà a maturare dal punto di vista sessuale, sarà più semplice per lui poter confidare a mamma e papà i propri problemi e/o dubbi affettivi e relazionali.
Alla base di tutto questo ampio discorso sulla nascita si trova un concetto fondamentale: quello dell’amore. Occorre spiegare che i bambini nascono innanzitutto dall’amore di due persone che non si traduce in semplici baci e abbracci ma proprio nell’atto del fare l’amore che è qualcosa che appartiene solo ai grandi.
Gli adulti dovrebbero, quindi, riflettere su come affrontare questa tematica coi propri figli rispettando i propri tempi, cercando le parole giuste, quelle che maggiormente gli appartengono ma soprattutto rispettando l’età e il livello di sviluppo dei bambini.
Marta Giannone
Pedagogista
Laureata in Pedagogia dell’Infanzia e in Progettazione e gestione dei processi formativi con lode. Esperta in programmazione di interventi educativi in relazione ai bisogni formativi individuali, di gruppi e comunità. Specializzata nell’insegnamento delle materie filosofiche-umanistiche. Tutor DSA e BES specializzanda in metodologie didattiche per l’integrazione degli alunni con disturbi specifici di apprendimento. Amante della creatività, realizza, sulle sue pagine social, lavoretti e attività educative.
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